Cento anni e 100 Rintocchi, dal 1925-2025

Verso il Centenario della Campana dei Caduti «Maria Dolens»

Per la Campana dei Caduti cento anni non sono un traguardo, ma un punto di partenza. A un secolo dall’intuizione don Antonio Rossaro, che fuse un simbolo di Pace con il bronzo di cannoni che avevano sparato uno contro l’altro, il messaggio di Maria Dolens è più che mai attuale e verrà declinato in un ricchissimo programma di eventi che coprirà tutto il 2025.

Padre Eusebio Iori fu poi il protagonista della rifusione della Campana dei Caduti avvenuta nel 1964, avendo ottenuto un cospicuo decisivo finanziamento dai Lions italiani.
È così che da allora sul frontale della Campana appare il logo dei Lions stessi.

A partire dal concerto che, il 1° agosto, vedrà una accanto all’altra due cantanti che appartengono a popoli in guerra tra loro, l’israeliana Noa e la palestinese Miriam Toukan, le celebrazioni si svilupperanno attraverso incontri per le scuole, conferenze, spettacoli di teatro e di danza, documentari, seminari, festival, mostre, iniziative editoriali e molto altro.

La Fondazione Campana dei Caduti, assieme al Comune di Rovereto, numerosi altri enti, associazioni e le categorie economiche, hanno deciso di celebrare assieme l’importante ricorrenza a partire dal 12 aprile con la mostra «Il Mito della Campana. 100 anni di Maria Dolens», curata dalla storica dell’arte Chiara Moser e allestita presso la Fondazione Campana dei Caduti fino al primo novembre 2025.
 
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Il calendario completo è stato presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è svolta nell’auditorium Alberto Robol della Fondazione Campana dei Caduti sul colle di Miravalle.
Erano presenti il reggente della Fondazione Marco Marsilli, la sindaca del Comune di Rovereto, il presidente della Comunità della Vallagarina, il presidente del Consiglio provinciale e la vicepresidente della Provincia autonoma di Trento.
Quest'ultima ha sottolineato che vedere riuniti così tanti rappresentanti delle istituzioni e della comunità fa piacere, pur mancando una rappresentanza fondamentale, quella cioè dei giovani.
 
L'obbligo morale degli adulti è quello di prendere per mano i bambini, i ragazzi e accompagnarli affinché si possa fare un lavoro educativo ancora migliore rispetto a quello che è stato fatto dalle generazioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda il tema della pace.
La Campana dei caduti a ogni tocco porta a pensare a ciò che è stato, al ricordo delle persone che si sono sacrificate per noi e per le generazioni future; è un monumento che porta con sé valori importanti: il valore della pace, della memoria, del rispetto dei diritti umani.
A questi valori, però, è necessario accompagnare anche quello dell'inclusione, dell'integrazione e l'importanza della consapevolezza che ciascuno possa fare davvero la differenza.
 
La società non può permettersi di fare dei passi indietro e di avere incertezze sul percorso che, in rete, istituzioni, associazioni, comunità, cittadini di diverse età, devono fare insieme.
Lavorare per la pace non è una cosa semplice - è stato detto - lo ricordano i conflitti mondiali in corso: la pace si costruisce ogni giorno nelle nostre case, nella nostra quotidianità, nelle nostre comunità e nei luoghi istituzionali, dove la politica si scontra.
Dare il buon esempio è il primo dovere, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.
 
Nel corso della mattinata è stata anche siglata la prosecuzione dell’accordo di programma tra Provincia autonoma di Trento e Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto fino al termine del 2025, prevedendo la concessione di un finanziamento provinciale straordinario per la realizzazione delle attività istituzionali legate alle celebrazioni del Centenario.
Un calendario delle celebrazioni esteso a tutto il 2025, il mondo delle istituzioni rappresentato ai massimi livelli, l’ampio numero di realtà del territorio, musei, scuole, associazioni culturali, sia pubbliche che private, mobilitate nello sforzo organizzativo.
All’appuntamento con il centenario di Maria Dolens la città di Rovereto di certo non si è fatta cogliere impreparata.
 
E ciò grazie soprattutto alla capacità dei numerosi enti e associazioni coinvolti, in primis Fondazione Campana dei Caduti e Comune di Rovereto, di aggregare le forze e creare le sinergie necessarie per dare vita a un articolato ed esaustivo programma di appuntamenti.
Dopo la lettura di un messaggio inviato dall’arcivescovo Lauro Tisi impossibilitato ad essere presente, a fare gli onori di casa è stato il Reggente Marco Marsilli che ha dato il benvenuto alle autorità e ai moltissimi presenti, tra istituzioni e partner pubblici e privati, presentando il fitto programma del Centenario.
 
«I 100 anni di esistenza ed attività rappresentano, per qualunque “soggetto“ abbia il privilegio di raggiungerlo, un traguardo molto importante.
«A tale regola non fa certamente eccezione “Maria Dolens”, impegnata dal 4 ottobre 1925, data di emissione dei suoi primi “Cento Rintocchi”, a contribuire con la sua autorevole presenza a vedere affermati nel mondo di domani, ancor più che in quello di oggi, i valori della pace, fraternità universale, tolleranza e rispetto dei diritti umani.
«Tre successive fusioni per problemi strutturali e il lungo silenzio auto-imposto durante il secondo conflitto mondiale non hanno di certo scalfito la sua inarrestabile volontà di indirizzare, dapprima dalla sua originaria collocazione del Torrione Malipiero del Castello di Rovereto e successivamente dal 1965 (altro compleanno tondo di questo emblematico 2025) dal Colle di Miravalle il suo messaggio forte e chiaro.
«Esso può essere esemplificato nel celebre motto di Papa Giovanni XXIII, inciso ad imperitura memoria sul suo manto bronzeo: "in pace hominum ordinata concordia e tranquilla libertas”.»
 
Per evidenziare i primi cento anni di attività di Maria Dolens, la Fondazione che porta il nome della Campana dei Caduti si è impegnata a promuovere un programma di eventi celebrativi che saranno più approfonditamente dettagliati nella odierna conferenza stampa.
La messa a punto di detto “pacchetto” è stata resa possibile dal sostegno non solo finanziario ma, in alcuni casi, anche operativo della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Rovereto, oltre che di una nutrita schiera di altri sponsor, pubblici e privati.
A tutti loro dirigo, a nome del nostro Consiglio di Reggenza, un sentito ringraziamento per il consistente appoggio ricevuto.
 
Nell’elaborarne i contenuti, siamo partiti da alcune considerazioni di carattere generale. In primo luogo, dalla volontà di offrire al pubblico dei futuri frequentatori un appropriato mix fra mostre d’arte, spettacoli musicali, eventi accademici, rappresentazioni teatrali, momenti di spiritualità ed altro.
In secondo luogo, dalla ricerca di «fare squadra» con le altre istituzioni museali cittadine, approfittando delle reciproche sinergie.
Da questo punto di vista sono particolarmente lieto che al primo evento in calendario, la Mostra «Il Mito di Maria Dolens» di apertura prevista il prossimo 12 aprile, abbiano contribuito con opere o documenti non solo il Mitag (Museo storico italiano della Guerra) al quale si deve la maggior parte dei prestiti, ma anche Mart, Museo Civico e Museo Storico del Trentino.
 
La terza, e altrettanto solida, motivazione consiste nel rinsaldare il forte legame di continuità geografica esistente fra il Colle di Miravalle e Rovereto «Città della Pace».
Il centro storico di quest’ultima si trasformerà dal 25 al 27 luglio nell’ideale palcoscenico di una delle manifestazioni di maggior richiamo del nostro Centenario, "Città invisibili", secondo una formula sperimentata con grande partecipazione di pubblico alcuni anni orsono.
«Mi preme qui sottolineare come il programma celebrativo che verrà oggi presentato sia, verosimilmente, destinato a non risultare del tutto definitivo.
«La nostra Fondazione continua a risultare infatti destinataria di nuove proposte di collaborazione, che stiamo attualmente valutando.
«Anche su questo aspetto di possibili, ulteriori eventi sarete tenuti ovviamente al corrente.»
 
«Desidero chiudere questa mia presentazione con un auspicio e un ringraziamento.
«Il ringraziamento va idealmente rivolto anche ai componenti dei Consigli di Reggenza avvicendatisi nel corso degli anni, per la capacità di trasmissione del messaggio valoriale di Maria Dolens che per la perfetta cura riservata allo storico manufatto e della sua area monumentale.
«Se una coincidenza temporale ha riservato alla mia persona il privilegio di divenire il “Reggente del Centenario”, è evidente come senza l’operato illuminato e generoso di chi mi ha preceduto, non saremmo oggi certamente arrivati al punto in cui siamo.»
 
A seguire è intervenuta la sindaca di Rovereto, che ha sottolineato come celebrare questo evento storico sia grande importanza per la comunità.
Il suono della Campana dei Caduti che riecheggia ogni giorno nel cuore della città, infatti, rappresenta la volontà di non dimenticare le vittime di guerra e le tragedie che hanno segnato la storia.
Un richiamo alla speranza e alla forza, che trasforma il dolore in un messaggio universale di pace, grazie al quale Rovereto «Città della pace» è celebre in tutto il mondo e un'occasione per rinnovare l'impegno nella promozione della cultura e dei valori della pace.
 
Citando Giorgio La Pira, deputato e sindaco di Firenze, è stato detto che le città sono chiamate ad assumersi la responsabilità di fare la pace, nelle piccole cose di ogni giorno, puntando all’orizzonte dell’intera umanità.
A Rovereto i valori fondamentali della pace, della convivenza armoniosa e dell’integrazione europea sono impressi nell’identità stessa della comunità e come tali vanno promossi e celebrati, consolidandoli e promuovendoli, lavorando per un futuro in cui Rovereto continui a essere un faro di pace e cooperazione a livello locale, nazionale ed europeo.
La Campana dei Caduti è, in questo contesto, diventa un simbolo straordinario. In occasione del Centenario e per valorizzare la vocazione di Rovereto «Città della pace», è stato deciso di dotare la città di un logo identitario, che rappresenti con orgoglio l'impegno e la vocazione per la pace e di realizzare una campagna di comunicazione visiva che utilizzi gli spazi urbani come strumenti di pace.
 
Un programma così ampio e articolato come quello della celebrazione del centenario chiama a raccolta le molte risorse del territorio impegnate nella cultura della pace che hanno dato prova di saper collaborare e soprattutto di operare in un’ottica di sistema: dalla Fondazione Campana dei Caduti e dal Comune di Rovereto, assieme ad altre realtà e associazioni, sia del pubblico che del privato, che contribuiscono attivamente alla vocazione di Rovereto come città della pace.
La sindaca ha citato le realtà museali, che fanno ricca la città sotto il profilo culturale, come Mart, Mitag e Museo civico, passando dagli enti del terzo settore e degli istituti scolastici, indispensabili per veicolare nelle giovani generazioni l’importanza dei valori della diffusione e della costruzione di una cultura della pace, fino a comprendere gli eventi tradizionali di Rovereto come il festival Oriente Occidente e il torneo di Rovereto Città della Pace.
 
E senza tralasciare il contributo dell’Apt di Rovereto e della Vallagarina che grazie alle sue iniziative e ai suoi canali di comunicazione svolge un ruolo fondamentale di promozione. Nel corso di un secolo tra la città e la Campana si è consolidato un legame profondo e indissolubile, in un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali che ricordano, ogni giorno, quanto sia urgente la pace.
Il presidente della Comunità della Vallagarina ha sottolineato il valore della Campana dei Caduti nel promuovere e diffondere un messaggio universale di pace.
Grazie all’importante azione e al ruolo della Fondazione Campana, la campana è diventata non solo un simbolo importantissimo, per Rovereto e la Vallagarina, ma anche un luogo, di incontro, confronto e dialogo tra i popoli sui temi della pace.
 
Un luogo dove tante delegazioni in rappresentanza di Paesi e popoli diversi, hanno portato il loro messaggio e riaffermato il desiderio condiviso di un mondo pacificato.
Molti giovani hanno avuto l'opportunità di approfondire il significato della pace in tutte le sue sfaccettature, raccogliendo l'insegnamento di don Rossaro, sempre più attuale.
Le celebrazioni per il centenario non saranno solo un’occasione per rinnovare questi messaggi, ma soprattutto per tradurli in azioni e progetti concreti, promuovendo iniziative condivise che rafforzino l’impegno collettivo verso un futuro di armonia e cooperazione tra i popoli.
 
Il presidente del Consiglio provinciale ha ricordato che siamo a 100 anni dalla fondazione, come 100 sono i rintocchi serali e circa 100 le bandiere esposte.
In questo momento internazionale delicato, di fronte allo smarrimento dell’ordine mondiale, il nostro territorio ha il dovere di esercitare la sua responsabilità storica: il Trentino ha scelto di essere terra di pace, crocevia di culture e popoli, rifiutando egemonie culturali, guerre e distruzione.
La Campana dei Caduti rappresenta questa fondamentale scelta.
 
La Campana è, per il mondo intero, un alto patrimonio morale, un simbolo potente, un richiamo quotidiano all’importanza di agire per difendere i valori della pace, dei diritti umani, del rispetto verso l’altro.
È stato quindi rimarcato come nell’arco di un secolo si sia evoluto con intelligenza e lungimiranza, l’indiscusso carisma e il messaggio universale di Maria Dolens.
Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Parlamento dell’Autonomia trentina, terrà una sua seduta al Colle di Miravalle, per affermare l’attualità di un simbolo che non vuole essere un’utopia alla Thomas More, ma un rimando reale alla più vera condizione umana, dal significato universale.