«Chiudere i contratti pubblici: 1000 precari da stabilizzare»

Questi e altri temi saranno affrontati nell’assemblea sindacale proclamata da Fenalt per lunedì 30 ottobre alle 10.30 presso la Sala della Cooperazione a Trento

Fenalt chiama i lavoratori di Provincia, Enti funzionali, Comuni, Comunità di Valle, sanità e Case di riposo in assemblea per fare il punto e condividere le relative piattaforme contrattuali, in vista della manovra finanziaria.
L'assemblea si terrà presso la sala della Cooperazione a Trento in via Segantini, lunedì 30 ottobre dalle 10.30 alle 13, anche in previsione dell'incontro che le federazioni del pubblico impiego avranno con Rossi nello stesso pomeriggio.
I contratti del pubblico impiego infatti sono in fase di conclusione, ma sono molti i nodi ancora da sciogliere.
Di seguito il comunicato inviato alle redazioni.

Dal lato economico, per quanto riguarda le Autonomie Locali, Fenalt chiede che sia garantito l'allungamento del percorso di progressione con la cosiddetta quinta fascia, in considerazione dell'innalzamento dell'età dei lavoratori.
Cosa su cui tutte le sigle convergono, ma con proposte differenti. È poi necessario un adeguamento di tutte le indennità e serve anche garantire la possibilità di aumento del buono pasto e la sua cumulabilità con possibilità di spesa come prevista dallo Stato e come da sempre chiede Fenalt.
Tra le priorità va comunque anche ribadito che per quanto riguarda i Comuni serve arrivare ad un calcolo delle piante organiche sulla base dei servizi che si vogliono erogare e non sulla base della casualità: indispensabile quindi lo sblocco del turnover e la stabilizzazione dei precari.
 
Analogamente per quanto riguarda le APSP è urgente rivedere i parametri di personale, operazione necessaria sia per poter far fronte alle mutate necessità degli ospiti che hanno trasformato le Apsp in cliniche, e sia per poter assumere stabilizzandoli gran parte degli 800 precari!
Per questo settore Fenalt è convinta che sia necessario un tavolo ad hoc perché molti istituti del contratto delle Autonomie Locali non sono congeniali a queste realtà del tutto peculiari.
Per quanto attiene l'APSS, il cui tavolo contrattuale sarà riunito proprio nel corso dell'assemblea e quindi avremo notizie fresche dell'andamento nella tarda mattinata, è chiaro che Fenalt da una parte esprime soddisfazione per aver già ottenuto risorse aggiuntive per un'integrazione degli aumenti tabellari e per il riconoscimento parziale delle spese di iscrizione agli ordini professionali, ma i nodi sono ancora tanti e delicati, sia per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo e operaio e sia per quanto riguarda le professionalità Oss (Operatore socio-sanitario) e sanitarie di comparto.
 
Un tema comune a tutti i settori e comparti è quello del rinnovo della parte normativa dei contratti. Fenalt ha lanciato una sfida, sicuramente provocatoria ma allo stesso tempo concreta: serve orientarsi verso un contratto normativo che abbiamo chiamato del terzo millennio, ovvero del periodo postfornero, caratterizzato da una vera e propria rivoluzione che ha causato un allungamento importante della permanenza al lavoro.
Ora tutti gli studi sulla prevenzione sono concordi nel constatare una aggravamento dei fattori di rischio a tutti i livelli per il personale troppo anziano: a questo punto è necessario passare ai fatti, trovando gli strumenti per rendere compatibile con le esigenze fisiche l'attività lavorativa degli anziani.
Gli strumenti possono esser tanti, ma soprattutto legati al tempo lavorato e alla pesantezza delle mansioni: questa è la direzione che vogliamo e crediamo si debba imboccare.
Tra tutti gli istituti previsti meritano, secondo noi, una particolare attenzione: l'istituto del part-time deve essere particolarmente oggetto di attenzione e rivalutazione.
 
Secondo Fenalt deve essere istituito un vero e proprio obbligo per le amministrazioni a cercare modelli organizzativi che rendano via via sempre più non solo compatibile, ma anche utile il ricorso al part-time nelle sue varie forme, prevedendo che alle riduzioni di orario facciano contrappeso assunzioni di altre persone.
Riteniamo infatti che sia l'uovo di Colombo per conciliare alcune soluzioni ai principali problemi del mondo lavorativo, ovvero la necessità di alleggerire i carichi di alcuni, la possibilità di far conciliare meglio i tempi delle necessità famigliari, la possibilità di far lavorare più persone. Speriamo che venga colta la forza di questa nuova proposta che non è altro che la traduzione pratica di tante enunciazioni teoriche.
I temi affrontati saranno comunque molto ampi e il nostro impegno sarà quello di far sintesi per una piattaforma condivisa dai nostri iscritti e che speriamo diventi, con eventuali mediazioni, una piattaforma unitaria dei sindacati del pubblico impiego provinciale.
Ai Confederali che criticano la nostra iniziativa di confronto con i nostri iscritti e simpatizzanti, precisiamo che la nostra disponibilità a piattaforme e azioni unitarie si ferma là dove comincia il tentativo di metterci guinzaglio e museruola.